Appartenevi ad una generazione singolare: quando si tirava su l'acqua dal pozzo, si lavavano i panni al fiume, quando i
ragazzi con il mandolino e la fisarmonica facevano la serenata sotto la luna; quando gli uomini più validi, spinti dalla
fame emigravano, e quando le donne già a trent'anni erano stremate dalla fatica e ne dimostravano cinquanta. La
tua era una generazione che ha visto incalzanti e radicali mutazioni di vita e di costume e tu vi sei transitato lasciando
una traccia profonda, prima come educatore, punto di riferimento per ragazzi oramai cinquantenni o sessantenni, poi come
amministratore attento e scrupoloso della cosa pubblica. Sei stato tra la gente, hai intuito e sentito gli umori non sempre
benevoli, hai cercato con forza di capire i cambiamenti che la vita ci impone con le sue problematiche.
Ma quella gente alla quale ti sentivi così vicino non era sempre felice, così hai cercato di alleviare e
risolvere i loro problemi. Eri convinto delle tue idee ma allo stesso tempo apprezzavi l'apporto costruttivo di altre. Col
tuo bagaglio di esperienze hai voluto dare vita al centro sociale, così da poter rendere serena la vita a coloro che
a volte così non l'hanno. L'impegno profuso in questa iniziativa è stato grande e responsabile, il tuo comportamento,
sereno e coerente, da tutti riconosciuto, ha dato i suoi frutti e chi si trova a passare dal centro leggerà il tuo nome.
Cercheremo tutti insieme di seguire il tuo esempio con coerenza, affinchè il nostro impegno mostri ciò che un uomo
dagli occhi vivaci ha visto nella vita, sperando che, chi crede in questi valori, li trasmetta a ogni generazione.
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